
Attualità
Via Dante, aiuole nel degrado: tra incuria pubblica e inciviltà quotidiana
Accanto alla chiesa dell’Incoronata, rifiuti e vegetazione abbandonata raccontano una doppia responsabilità: quella di chi dovrebbe mantenere il decoro e quella di chi continua a sporcarlo.
Corato - venerdì 31 luglio 2026
9.30
Le aiuole di via Dante, nel tratto che costeggia la chiesa dell'Incoronata, mostrano una condizione che non può più essere considerata un semplice dettaglio urbano.
La vegetazione è lasciata crescere senza controllo, alcune piante sono secche, la recinzione metallica è consumata dal tempo.
Tra i cespugli spuntano bottiglie di plastica, cartacce, imballaggi: rifiuti che si accumulano giorno dopo giorno.
È un'immagine che parla chiaro: incuria e inciviltà convivono nello stesso metro quadrato.
La vicinanza con la chiesa dell'Incoronata rende il contrasto ancora più evidente.
Un luogo di culto, storia e identità cittadina circondato da segni di abbandono.
Chi arriva in zona — residenti, fedeli, turisti — si trova davanti un biglietto da visita che non rappresenta la città e che mina la percezione complessiva del quartiere.
La presenza di rifiuti non è frutto del caso.
È il risultato di comportamenti incivili ripetuti: bottiglie lasciate tra le piante, carta gettata oltre la recinzione, piccoli scarti abbandonati come se lo spazio pubblico fosse una pattumiera.
Un gesto alla volta, l'aiuola diventa discarica.
Eppure, l'inciviltà attecchisce più facilmente dove il contesto appare già trascurato.
Il messaggio è semplice: dove manca cura, aumenta il disordine.
La responsabilità non è solo dei cittadini.
La manutenzione del verde pubblico in quell'area appare irregolare o insufficiente.
Le piante non vengono potate, i rifiuti non vengono rimossi con continuità, la recinzione non viene ripristinata.
Un'assenza che alimenta la percezione di abbandono e che lascia spazio a comportamenti incivili.
Il risultato è un circolo vizioso: incuria genera inciviltà, inciviltà amplifica il degrado.
Le aiuole di via Dante non sono un episodio isolato.
Sono un sintomo.
Un segnale di una gestione urbana che necessita maggiore attenzione, più controlli, più interventi programmati.
E allo stesso tempo, sono la prova che il senso civico di una parte della cittadinanza è ancora troppo fragile.
Restituire dignità a quell'aiuola significa restituire dignità a un intero quartiere.
Serve una manutenzione costante, una vigilanza più attenta, una campagna di sensibilizzazione che ricordi che lo spazio pubblico è di tutti.
Solo così via Dante potrà tornare a essere un luogo decoroso, coerente con la storia e la bellezza della città.
La vegetazione è lasciata crescere senza controllo, alcune piante sono secche, la recinzione metallica è consumata dal tempo.
Tra i cespugli spuntano bottiglie di plastica, cartacce, imballaggi: rifiuti che si accumulano giorno dopo giorno.
È un'immagine che parla chiaro: incuria e inciviltà convivono nello stesso metro quadrato.
La vicinanza con la chiesa dell'Incoronata rende il contrasto ancora più evidente.
Un luogo di culto, storia e identità cittadina circondato da segni di abbandono.
Chi arriva in zona — residenti, fedeli, turisti — si trova davanti un biglietto da visita che non rappresenta la città e che mina la percezione complessiva del quartiere.
La presenza di rifiuti non è frutto del caso.
È il risultato di comportamenti incivili ripetuti: bottiglie lasciate tra le piante, carta gettata oltre la recinzione, piccoli scarti abbandonati come se lo spazio pubblico fosse una pattumiera.
Un gesto alla volta, l'aiuola diventa discarica.
Eppure, l'inciviltà attecchisce più facilmente dove il contesto appare già trascurato.
Il messaggio è semplice: dove manca cura, aumenta il disordine.
La responsabilità non è solo dei cittadini.
La manutenzione del verde pubblico in quell'area appare irregolare o insufficiente.
Le piante non vengono potate, i rifiuti non vengono rimossi con continuità, la recinzione non viene ripristinata.
Un'assenza che alimenta la percezione di abbandono e che lascia spazio a comportamenti incivili.
Il risultato è un circolo vizioso: incuria genera inciviltà, inciviltà amplifica il degrado.
Le aiuole di via Dante non sono un episodio isolato.
Sono un sintomo.
Un segnale di una gestione urbana che necessita maggiore attenzione, più controlli, più interventi programmati.
E allo stesso tempo, sono la prova che il senso civico di una parte della cittadinanza è ancora troppo fragile.
Restituire dignità a quell'aiuola significa restituire dignità a un intero quartiere.
Serve una manutenzione costante, una vigilanza più attenta, una campagna di sensibilizzazione che ricordi che lo spazio pubblico è di tutti.
Solo così via Dante potrà tornare a essere un luogo decoroso, coerente con la storia e la bellezza della città.



Ricevi aggiornamenti e contenuti da Corato 
.jpg)




